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Dopo 15 anni torniamo di nuovo a fare un’escursione alla scoperta delle Cascate dell’Acquasanta. Se sei curioso ti consiglio di leggere anche il mio precedente articolo dedicato alla prima esperienza.

Le Cascate dell’Acquasanta si trovano all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e più precisamente nel Comune di Bolognola (MC).

Venite a scoprirle con noi !!!

Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)

Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)

Il punto di partenza per l’escursione si trova proprio nei pressi della chiesa di Bolognola, inconfondibile in quanto ci si passa obbligatoriamente davanti con la macchina. A seguito del terremoto del 2016, ad oggi, non è possibile avvicinarsi di più con la macchina all’inizio del sentiero, pertanto cercate un parcheggio nei pressi della chiesa. A questo punto procedete a piedi dietro la chiesa e continuate la strada in leggero falsopiano finché non si incontra un proseguimento su una strada sterrata in discesa. Questo è l’inizio del sentiero!

D’ora in poi sarà impossibile sbagliare il sentiero in quanto il percorso è obbligato e nelle eventuali diramazioni sono comunque segnalate le cascate. A una ripida discesa fino a fondo valle segue un’altrettanta salita per riportarsi più o meno alla stessa quota di partenza. Da qui in poi il percorso è da considerarsi in piano se non per alcuni brevi passaggi in cui si fa sali e scendi. Nella prima metà del sentiero si costeggiano, ahimè, delle pareti rocciose un po’ pericolose in quanto a tratti semi distaccate a seguito del terremoto. Noi in questi casi abbiamo allungato il passo cercando di rimanere il meno possibile a ridosso di questi potenziali pericoli. Anche il sentiero in alcuni tratti è stato dissestato dagli eventi sismici e dalle frane, se non che in un punto più colpito sono praticamente scomparse decine di metri di sentiero. Per oltrepassare questo punto bisogna inoltrarsi a monte nel bosco, evitando il fronte della frana, per poi riscendere e riprendere il sentiero. Fortunatamente il bosco è abbastanza rado e non si fa molto fatica a trovare la giusta direzione. Quella che una volta era poco più di una passeggiata ora si è trasformato quindi in un percorso un po’ più impegnativo ma allo stesso tempo, più avventuroso.

Arrivati quindi a 3/4 del percorso iniziamo a scorgere i primi ruscelli e alcune pisciarelle. Considerando che siamo ancora in primavera c’è da dire che di acqua ce n’è davvero pochissima a confronto dell’altra volta in cui ci siamo stati addirittura a luglio. In questi punti dove scorrono rivoli d’acqua spesso il sentiero tende ad allagarsi un po’ formando dei tratti fangosi. Proprio per questo motivo vi consiglio scarponcini alti e in goretex per evitare di bagnarvi le calzature e i piedi.

Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)

Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)

Da qui in avanti aumenta un po’ la difficoltà anche in virtù del fatto che il sentiero a tratti è molto sconnesso e ogni tanto si trovano dei punti interrotti da alberi o smottamenti. Siamo quasi giunti al nostro ambito traguardo quando siamo costretti ad affrontare un passaggio imprevisto. Ci troviamo di fronte ad un’insenatura in cui scorre un piccolo torrente, sovrastato da un’ampia coltre di ghiaccio/neve, che in pratica gli fa da ponte... il tutto aggravato da una pendenza di oltre 45°. La prima difficoltà sta nel tenersi in piedi dovendo camminare in obliquo, la seconda è quella di evitare che il ghiaccio si spacchi finendo inevitabilmente nel ruscello. Senza farvela troppo lunga sono riuscito a oltrepassare l’ostacolo anche se poi al ritorno il ghiaccio si è spaccato e sono caduto nel ruscello. Per fortuna lo spessore della neve ha ammortizzato il colpo e mi ha isolato dall’acqua corrente. Con un po’ di fatica sono uscito velocemente da quella trincea evitando quindi di bagnarmi. Se non ci fosse stata la neve sicuramente questo passaggio sarebbe risultato poco impegnativo a meno che la portata dell’acqua non fosse stata maggiore.

Da questo punto in poi il sentiero è molto rovinato, segnato ulteriormente dagli smottamenti che lo rendono più impegnativo man mano che ci si avvicina alla cascata. Negli ultimi metri sono state apposte delle corde e delle catene a cui aggrapparsi per rendere il cammino più sicuro. Siamo quindi giunti alla cascata finale, quella più bella e caratteristica.

Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)
Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)

Cascate dell’Acquasanta - Bolognola (MC)

Anche qui la portata dell’acqua è davvero esigua considerando il periodo dell’anno in cui ci troviamo. AI piedi della cascata ci sono diversi accumuli di neve e ghiaccio che rendono praticamente impossibile l’accesso alla base della cascata. Anche il sentiero per scendere giù è scomparso e pertanto mi accontento di ammirarla da lontano. Il contesto in cui si trova la cascata è davvero fantastico, una forra rocciosa in cui sono evidenti le diverse stratificazioni geologiche che compongono queste montagne.

A questo punto non ci resta altro che tornare indietro e ripercorrere pertanto lo stesso identico sentiero che è lungo circa 6 km. Gran parte del sentiero ripercorre il tragitto del vecchio acquedotto che ad oggi è stato incanalato più a valle. L’acqua di questa sorgente infatti è molto pura e viene immessa negli acquedotti di diversi comuni del circondariato.

In definitiva è stata una bellissima passeggiata, ricca di imprevisti che l’hanno resa ancor più avventurosa. Seppur non troppo impegnativa, alle condizioni attuali, mi sento comunque di consigliarla ad escursionisti esperti che devono saper affrontare alcune situazioni particolari ed eventuali pericoli. In estate la situazione sarà sicuramente migliore, specialmente se non piove da giorni, però restano comunque dei pericoli che solo persone esperte possono cercare di affrontare. Un ultimo consiglio è quello di aiutarvi con dei bastoni, anche rimediati nel bosco se ve li siete dimenticati, in quanto aiutano molto per oltrepassare alcuni punti più bagnati e delicati. Giusto per darvi un periodo di riferimento, questa escursione risale al 22 aprile 2019.

Con questo vi saluto e vi aspetto per la prossima avventura.

Tag(s) : #Viaggiare in Italia, #Trekking, #Monti Sibillini, #Marche

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