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Dove si fondono architettura, arte, storia e religione

Durante il nostro weekend a Comacchio, abbiamo deciso di mettere in programma anche una visita all’Abbazia di Pomposa, nel vicino comune di Codigoro, avendo visto delle foto molto interessanti in merito.
Raggiungere l’abbazia è molto semplice in quanto si trova proprio a ridosso della strada statale dove è perfettamente segnalata l’uscita.
Intorno al complesso si trovano notevoli parcheggi gratuiti, anche per autobus turistici, che denotano subito l’importanza e il conseguente numero di visitatori che vengono a visitare l’abbazia. Abbiamo visto anche diverse persone del luogo che sfruttano il parco antistante per passeggiate rilassanti in mezzo alla natura, per portare a spasso il cane o semplicemente per fare due chiacchiere sedute su una panchina, magari dopo aver pregato un po’ in chiesa.

Abbazia di Pomposa

Abbazia di Pomposa

BREVI CENNI STORICI
I primi insediamenti monastici in quest’area risalirebbero al VI-VII secolo, ma la stagione di massimo splendore sarebbe iniziata solo dopo l’anno Mille, soprattutto grazie all’impegno dell’abate San Guido. Nell’anno 1026 quest’ultimo la consacrò e fino al XIV secolo l’Abbazia fu un fiorente centro votato ad una vita di preghiera e di lavoro. Nel monastero soggiornarono illustri personaggi del tempo, tra questi il più importante fu senz’altro Guido d’Arezzo, ideatore del moderno sistema musicale basato sulle sette note. Grazie ai monaci amanuensi il complesso monastico pomposiano divenne di grande importanza per la conservazione e la diffusione della cultura nel periodo del Medioevo.
I monaci avevano terreni in molte zone limitrofe, ricevuti e seguito di donazioni, e addirittura possedevano anche una salina a Comacchio. Ma da qui in avanti si ebbe un lento declino, la zona diventò sempre più paludosa per una deviazione nel corso del Po da cui ne conseguì un’epidemia di malaria. Poco più tardi, nel 1653, Papa Innocenzo X prese la definitiva decisione di sopprimere il monastero. Solo nel XIX secolo la proprietà passò allo Stato Italiano ed attualmente è gestito dal Polo Museale dell’Emilia Romagna.

LA VISITA
Immersi nel piccolo parco verde che rimane a circondare tutto il complesso, ci siamo diretti verso la biglietteria, che si trova all’interno del Palazzo della Ragione, dove a fronte di un ragionevole biglietto da pagare, si ha la possibilità di poter visitare il museo, il refettorio e la chiesa (che comunque sarebbe ad ingresso gratuito). Inoltre c’era anche la possibilità di poter salire in cima al campanile, ma quando ci siamo andati noi era chiuso, per motivi che non ricordo esattamente. Con il prezzo del biglietto viene fornito un pieghevole contenente le informazioni minime di ogni sezione che andremmo a visitare.
Visitando il Museo si può avere un’idea più chiara della storia dell’Abbazia, infatti sono esposti reperti archeologici ed oggetti d’arte che abbracciano un periodo storico che va dal VI secolo al XIX secolo.
Nel Refettorio c’è un ciclo di affreschi di grande pregio, rappresentanti l’Ultima Cena, dove Giuda è riconoscibile dall’aureola nera.
Si prosegue lungo il chiostro, prima di entrare in Chiesa, si passa di fronte ad un grande edificio che ancora ad oggi non sanno di preciso quale funzione avesse. Visti i grossi pali di legno che lo sorreggono e la mancanza di affreschi e decori al suo interno, si è supposto che fosse un magazzino, ma come già detto sono solo teorie infondate senza notizie certe.
Appena entrati all’interno della Chiesa si rimane veramente a bocca aperta, definirla magnifica sarebbe poco. Il pavimento, che è severamente vietato calpestare, è completamente realizzato a mosaico, mentre alla pareti ci sono affreschi fin su tutto il soffitto.
La Chiesa è costituita da tre navate, divise da colonne romane e bizantine. Sulle pareti si possono ammirare affreschi del 1300 realizzati da maestranze bolognesi e raffiguranti storie tratte dall’Antico Testamento, dal Nuovo Testamento e dall’Apocalisse; infatti il ciclo di affreschi si conclude con il Giudizio Universale.
Al lato della Chiesa si innalza il campanile, slanciato ed elegante, con una serie di finestre che aumentano in numero ed in dimensione man mano che si sale, secondo l’usanza del periodo. Ciò era strategico, sia per alleggerire il peso della struttura, sia per creare delle aperture al fine di propagare meglio il suono delle campane. Anche il campanile è dell’anno Mille, datato 1063, è alto 48 metri e realizzato in stile Romanico.

Abbazia di Pomposa
Abbazia di Pomposa
Abbazia di Pomposa
Abbazia di Pomposa
Abbazia di Pomposa
Abbazia di Pomposa
Abbazia di Pomposa
Abbazia di Pomposa
Abbazia di Pomposa

Abbazia di Pomposa

CONSIDERAZIONI
Devo ammettere che l’abbazia si presenta bene sin da quando si arriva. Gli spazi antistanti sono ben tenuti e curati, i parcheggi gratuiti e abbondanti e se non ricordo male ci sono anche dei bagni pubblici esterni accessibili a tutti. Nel verde circostante è possibile fare tranquille passeggiate, e il fatto che l’accesso alla chiesa è gratuito garantisce un flusso di visitatori continuo, sia di visitatori locali che di turisti.
Il prezzo del biglietto mi sembra equo in rapporto a quando offre la visita, considerando il servizio informazioni, le aree interessate e i bagni interni. Gran parte del museo e delle aree visitabili è accessibile anche ai visitatori con difficoltà motorie che, grazie all’ausilio di apposite rampe, possono accedere con le carrozzelle.
Tramite il piccolo pieghevole fornito con il biglietto d’ingresso è possibile reperire le principali informazioni sulle aree visitabili. Inoltre, all’interno del Museo, sono disponibili numerosi pannelli esplicativi in diverse lingue dai quali si possono reperire informazioni aggiuntive sulle opere esposte.
La Chiesa è davvero particolare, con il maestoso pavimento a mosaico e le pareti completamente affrescate. Considerando che l’ingresso è gratuito, consiglio in ogni caso la visita alla chiesa, magari solo di passaggio, e poi valutare se effettuare l’ingresso a pagamento per il museo e il resto delle aree visitabili.
In definitiva consiglio vivamente la visita a chiunque, perché merita davvero di essere apprezzata da diversi punti di vista... architettonici, artistici, storici e religiosi !!!

PREZZI E ORARI
Chiesa: dal lunedì alla domenica 8.30 - 19.30
Abbazia e Museo: dal martedì alla domenica 8.30 - 19.30
(chiusura biglietteria e ultimo ingresso 45 minuti prima degli orari indicati)
Chiusura: lunedì, 1 gennaio e 25 dicembre

intero € 5,00 (nei giorni festivi € 3,00 e ingresso gratuito alla Chiesa)
ridotto € 2,50 (nei giorni festivi € 1,50 e ingresso gratuito alla Chiesa) giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni
gratuito per tutti i cittadini di età inferiore a 18 anni e ogni prima domenica del mese

ABBAZIA DI POMPOSA E MUSEO POMPOSIANO
Via Pomposa Centro, 12
44021 - Codigoro (FE)
tel. 0533.719119 (biglietteria)

Email: pm-ero.abbaziapo-fe@beniculturali.it
Email certificata: mbac-pm-ero@mailcert.beniculturali.it
Sito web: www.polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it/musei
Sito web esterno: abbaziadipomposa.altervista.org

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Tag(s) : #Viaggiare in Italia

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